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Bergossi: "Pucino cercava la rivalsa, ora la fiducia va data a Marino"

L'agente ed ex attaccante biancorosso Alberto Bergossi spiega perché l'ex capitano ha lasciato il Bari per il Monopoli. E chiede fiducia per il nuovo direttore generale Pierpaolo Marino, in un momento in cui la piazza non ne concede a nessuno.

Bergossi
Bergossi — Foto: calciomantovano.it

Raffaele Pucino non è più un giocatore del Bari: l'ex capitano biancorosso ha lasciato la squadra per il Monopoli, che ha scelto di puntare sulla sua esperienza. A raccontare i retroscena della separazione è Alberto Bergossi, ex attaccante biancorosso e oggi procuratore dello stesso Pucino: "Quando le cose non vanno bene, è più giusto cambiare. Da quel punto di vista Pucino è stato uno dei giocatori più rappresentativi del Bari", ha spiegato. Poi la lettura del nuovo corso: "Credo che Pierpaolo Marino abbia fatto delle scelte indirizzate ad un cambiamento radicale".

Il trasferimento a Monopoli non rientrava tra i movimenti ufficializzati raccontati nei giorni scorsi, da Sibilli alla Juve Stabia a Faggi all'AlbinoLeffe, ma si inserisce nello stesso film: una rosa svuotata delle vecchie gerarchie e ricostruita quasi per intero sotto la gestione dell'attuale direttore generale. Per Bergossi la scelta del suo assistito è più che comprensibile: "Ritengo che sia un ottimo acquisto. Pucino ha sentito la necessità di cambiare aria ed ora ha voglia di rivalsa".

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Su Marino, seduto da poche settimane sulla plancia di comando del club, Bergossi si sbilancia senza remore: "Ho conosciuto Marino quando giocavo ad Avellino. Lo stimo molto dal punto di vista professionale e comportamentale. Ha fatto bene ovunque è andato. Credo che la decisione di venire a Bari sia motivata da stimoli che un direttore deve avere prima di sposare un progetto. Marino conosce il calcio come pochi altri, mi trasmette molta fiducia. Bisogna dargli il tempo di lavorare. Poi magari se arrivano le vittorie consecutive, torna anche l'entusiasmo della piazza".

È una difesa che arriva in un momento in cui la piazza non ha nessuna voglia di concedere crediti a nessuno: il pareggio interno col Picerno e il 3-0 subito nel derby di Barletta hanno acceso la contestazione contro Rastelli e alimentato la sfiducia verso la proprietà De Laurentiis. Chiedere pazienza per un dirigente arrivato da poche settimane, in questo clima, è più facile a dirsi da fuori - Bergossi non risponde né del campo né della contestazione - di quanto lo sia da dentro lo spogliatoio o sugli spalti del San Nicola.

Bergossi ha poi allargato lo sguardo al campionato: "Il girone C in particolare è ostico ed imprevedibile. Credo comunque che alla lunga Bari, Catania e Salernitana potranno contendersi la vittoria finale. Il Bari sicuramente ha l'obbligo di vincere". Un pronostico che oggi cozza con la classifica reale: dopo due giornate il Bari è undicesimo con 3 punti, la stessa Salernitana è ferma e anche Catania non ha ancora vinto, mentre a comandare sono le cosiddette provinciali, Potenza, Picerno e Sorrento, tutte a quota 6.

L'obbligo di vincere di cui parla Bergossi si misura già sabato: il 5 settembre, ore 21, il San Nicola ospita il Casarano nella terza giornata. Le parole di stima per Marino restano parole, finché il campo non le trasforma in punti.

Fonte: TuttoBari

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