Bari-Picerno, il turno si passa ai rigori: cosa non ha funzionato
Il Bari batte il Picerno 5-4 dai undici metri dopo l'1-1 dei 90 minuti e vola ai sedicesimi, ma il vantaggio di Elia non basta a chiudere la partita.

Il Bari va avanti in Coppa Italia Serie C. Ai sedicesimi contro il Picerno serve la lotteria dei rigori: 5-4 dal dischetto dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, aperto da Elia al 4' e richiuso da Coppola su rigore al 31'. Non è un pareggio, è una qualificazione, ma arrivata con più fatica di quanta ne servisse.
Il dato che pesa è quello che sta in mezzo alle due reti: il vantaggio dura ventisette minuti, poi il Picerno lo riacciuffa dal dischetto e da lì la partita non si sblocca più. Bari cambia mezza squadra nella ripresa - dentro Mané, Esposito, Grgic, Gomez, Mantovani - ma il gol del 2-1 non arriva mai nei tempi regolamentari. Contro una provinciale, non chiuderla in novanta minuti è la prima cosa che la piazza non manda giù, qualificazione o no.
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Dagli undici metri, però, la squadra non trema. Gomez è il più freddo: apre la serie segnando e la richiude ancora a bersaglio quando il conto si allunga oltre i cinque rigori canonici. Segna anche Mantovani. Il Picerno spreca due volte, la seconda quando la serie è già ai supplementari del dischetto, mentre il Bari sbaglia una sola conclusione: è quella differenza, non altro, a valere il turno successivo.
Sul piano dei cartellini il Picerno paga anche una gara più nervosa, con quattro ammoniti - Pistolesi, Maselli, Scravaglieri, Pugliese - contro i due di un Bari che si è ammonito solo con Darboe ed Esposito. Il turno passa, ma la sensazione è quella di una qualificazione ottenuta più con i nervi saldi dal dischetto che con il gioco in novanta minuti: il problema di chiuderle da squadra, quando conta, resta lì da risolvere.




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