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Fallimento Bari, l'udienza slitta al 1° ottobre: la Procura chiede tempo per leggere le carte

Il giudice delegato Michele De Palma rinvia di venti giorni la discussione sull'istanza di liquidazione giudiziale, fissata inizialmente per il 10 settembre: la Procura ha bisogno di esaminare le migliaia di pagine depositate dalla difesa biancorossa.

Lo stadio San Nicola di Bari
Lo stadio San Nicola — Foto: Vincenzo.togni · CC BY-SA 4.0
Aggiornamento · 5 set, 18:03

L'unica precisazione emersa riguarda la motivazione ufficiale del rinvio, riferita direttamente dal tribunale: la mole di carte prodotta dalla difesa biancorossa richiede un esame approfondito prima della discussione sull'istanza di liquidazione giudiziale. Confermata quindi la nuova data del 1° ottobre per tornare in udienza.

L'udienza sul fallimento del Bari non si terrà giovedì 10 settembre come previsto: il procuratore Roberto Rossi ha chiesto e ottenuto dal giudice delegato Michele De Palma un rinvio di venti giorni, che sposta la discussione sull'istanza di liquidazione giudiziale al 1° ottobre. Il motivo è tecnico: le migliaia di pagine di documenti depositate dalla difesa del club, guidata dal prof. Ugo Patroni Griffi con l'avvocato Mattia Grassani, richiedono un esame approfondito. Il giudice ha riconosciuto che le memorie biancorosse «tengono conto di fatti sopravvenuti al deposito del ricorso introduttivo», presentato a luglio. Ora la Procura ha tempo fino al 17 settembre per depositare le proprie considerazioni, il Bari potrà replicare entro il 25.

Nella memoria, il club ripercorre la situazione dopo l'approvazione del bilancio 2026, chiuso con una perdita di 7,6 milioni di euro: a coprirla ha contribuito la rinuncia ai crediti del socio unico Filmauro, che ha riportato il patrimonio netto in positivo. Aurelio De Laurentiis si è inoltre impegnato con una lettera di patronage a garantire tutte le risorse necessarie per affrontare la Serie C, «con l'obiettivo di conseguire tempestivamente il ritorno nel campionato di serie B».

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Dalla relazione emergono i numeri della retrocessione: circa 800mila euro in meno di incassi da botteghino e 750mila di sponsorizzazioni rispetto all'anno precedente, parzialmente compensati da 500mila euro in più per i concerti organizzati al San Nicola. Gli stipendi sono saliti a 15,7 milioni (1,4 in più sull'anno prima) per il costo dei tre allenatori avvicendati — Caserta, Vivarini, Longo — e dei due direttori sportivi, oltre all'intervento sul mercato di gennaio che non è bastato a evitare il playout. La campagna acquisti per la C è costata 950mila euro, le cessioni ne hanno portati in cassa 700mila.

C'è anche un capitolo più vecchio: nel 2021 il Bari aveva usato la deroga Covid per non ripianare una perdita da 7,4 milioni, deroga scaduta quest'anno. Sommata ai 7,6 milioni dell'ultimo bilancio, la perdita storica arriva a 15 milioni, coperta con una riserva da 15,8 milioni costituita dalle anticipazioni di capitale di Filmauro.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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