Il mercato si chiude senza il colpo che pesa: al Bari manca il suo Antenucci
Le porte del mercato si sono chiuse e Rastelli dovrà lavorare fino a gennaio con la rosa attuale: arrivano nomi utili ma non il segnale che la piazza aspettava dopo una retrocessione dolorosa.

Il mercato è finito. Da oggi Massimo Rastelli lavora con il gruppo che ha a disposizione fino a gennaio, e nell'ultimo giorno di sessione l'attesa per almeno un centrocampista e un difensore in più è rimasta delusa: nessuno dei due è arrivato. La rosa è numericamente ampia, ma le lacune che si volevano coprire sono ancora lì.
Le note positive esistono e vanno riconosciute. Tribuzzi e Della Morte arrivano entrambi da una promozione vissuta in prima persona, con l'esperienza e la mentalità vincente che questo porta in dote; a completare il reparto offensivo c'è Bianchi, preso a titolo definitivo dall'Empoli con contratto fino al 2029, mentre Elia ha aperto la campagna acquisti in difesa. Il disegno di una squadra più giovane e dinamica, costruita sulle caratteristiche della Serie C, si vede.
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Quello che non si vede è il colpo-manifesto. Nell'estate 2019, dopo la promozione dalla Serie D, il Bari di Luigi De Laurentiis si presentò in Serie C con Mirco Antenucci: non solo un giocatore di livello per la categoria, ma un messaggio esplicito alla piazza, la dichiarazione che la società voleva azzannare il campionato. Stavolta quel nome da copertina non è arrivato. Della Morte può rivelarsi un signor colpo, gli altri innesti potranno dimostrare il proprio valore sul campo — ma il segnale simbolico, quello che restituisce fiducia a una tifoseria ferita, questa volta è mancato.
E la tifoseria arriva ferita per davvero: il Bari è retrocesso dalla Serie B perdendo il playout col Südtirol, e oggi è undicesimo con 3 punti dopo due giornate, reduce dal 3-0 subito nel derby di Barletta. Davanti, a quota 6, ci sono Potenza, Picerno e Sorrento; il Barletta, che ci ha inflitto l'unica sconfitta stagionale, è a 4. In un contesto così, un mercato che si chiude con qualche rimpianto invece che con un acquisto capace di riaccendere l'entusiasmo pesa doppio.
Ci sono poi due vicende che raccontano più di ogni bilancio tecnico come sia stata gestita l'estate. Vicari è rimasto con le valigie pronte per mesi, salvo essere reintegrato solo quando la pista che portava a Chiosa è definitivamente sfumata: meglio tenerlo che perderlo senza sostituto, ma la gestione lascia comunque perplessità. Ancora più complicato il caso Sibilli: reintegrato dopo la squalifica, responsabilizzato, messo perfino con la fascia da capitano nelle amichevoli estive, e alla fine ceduto alla Juve Stabia per volontà del giocatore dopo la rottura con la società. Vista da fuori, una gestione apparsa goffa.
Non si tratta di chiedere alla società di comprare figurine: il calcio è pieno di rose costruite a suon di nomi altisonanti e poi fallite. Si tratta di chiedere un gesto che dimostri, con i fatti, di aver capito la gravità del momento — una squadra che arriva da una stagione disastrosa e da un rapporto ai minimi termini con la propria gente aveva bisogno di un motivo concreto per tornare a crederci. Nel 2019 quel motivo aveva un nome e un volto. Questa volta no.
La base della rosa non è da buttare, e ora tocca al campo. Sabato 5 settembre, ore 21 al San Nicola, arriva il Casarano per la terza giornata: la prima occasione per Rastelli di far parlare i fatti al posto del mercato che si è appena chiuso.
Fonte: TuttoBari
Arena Bari

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