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Difesa e centrocampo: le due falle che il mercato del Bari non ha chiuso

Rosa rifatta quasi per intero, ma a mercato chiuso il bilancio lascia più domande che certezze: sicurezza tra i pali, dubbi in difesa e a centrocampo, e il grande nome per l'attacco che non è arrivato.

facciata della sede del calciomercato
— Illustrazione Arena Bari

Il mercato estivo si è chiuso lasciando alle spalle una rosa rifatta quasi per intero: fuori pilastri della scorsa stagione, dentro dieci volti nuovi, un'operazione che nella storia recente del club ha pochi precedenti per ampiezza. Ora che le firme sono depositate, la domanda che conta è una sola: questa squadra è costruita per la promozione diretta, l'unico obiettivo che la piazza accetta? Il Bari arriva al primo bilancio della stagione da 11° con 3 punti in due giornate, in un campionato che si annuncia equilibrato, con le provinciali — Potenza, Picerno e Sorrento, tutte a quota 6 — già davanti alle squadre che partivano con più ambizioni.

Il punto fermo ha un nome solo: Cerofolini. Il portiere è stato blindato nonostante gli assalti dalla Serie B, e insieme a Pissardo compone una coppia di affidamento raro per la categoria. Sui pali, il Bari può permettersi di non guardarsi indietro.

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I dubbi dietro e in mezzo al campo Il resto della difesa lascia più di una domanda aperta. Mantovani resta il faro della retroguardia, ma accanto a lui sarebbe servita un'esperienza pari alla sua: la pista che portava a Chiosa era legata all'uscita di Vicari, rimasto invece a Bari complice un ingaggio pesante e un rendimento recente che ha scoraggiato i pretendenti. Sulle fasce Celli è un investimento di qualità, mentre Mogoș non ha ancora ritrovato la continuità che gli manca da due stagioni. Elia ha convinto contro la Cavese ma è andato in affanno a Barletta, esattamente come Cocetta al debutto da titolare al Puttilli: due giovani a cui un compagno di reparto più esperto avrebbe tolto pressione.

A centrocampo la sensazione è simile. Il pressing fino all'ultimo giorno su Gelli, poi sfumato, diceva già che in mediana serviva un salto di qualità. Grgic nelle prime uscite è apparso più un regista d'ordine che un giocatore capace di verticalizzare, Maggiore resta un'incognita dopo una stagione complicata in Serie B, Darboe una risorsa legata alla condizione fisica. Mendicino è tra gli innesti più interessanti dell'estate, ma il limite che il Bari ha mostrato finora — un centrocampista capace di dare qualità, velocità e verticalità alla manovra — non è stato colmato.

Davanti pesano le firme più attese. Gómez e Tribuzzi hanno già vinto questa categoria, ma non hanno ancora mostrato il loro miglior potenziale; Butić ha dato segnali di dinamicità mancati proprio nella disfatta di Barletta, ed Esposito è il giovane su cui Rastelli può contare come jolly. Della Morte, conteso fino all'ultimo dal Vicenza, porta spessore al reparto; Bianchi, arrivato dall'Empoli, deve riscattare una stagione senza gol. Quello che manca resta un nome — il colpo capace da solo di spostare gli equilibri — e il mercato del Bari non lo ha portato al San Nicola.

Nessuno degli acquisti è di per sé sbagliato, ma la somma non toglie il dubbio: la rosa risponde a esigenze di reparto, non ha ancora la marcia in più che la piazza chiede quando l'obiettivo dichiarato è la B diretta, non i playoff. Se il campionato è aperto come sembra dopo due giornate, il rischio è che le lacune di oggi — un difensore esperto in meno, un centrocampista di qualità in meno, il bomber che non è arrivato — pesino proprio nelle partite che decidono una promozione. La responsabilità, da qui in avanti, è di chi il gruppo lo deve valorizzare in campo: Rastelli.

Il primo banco di prova arriva sabato 5 settembre, ore 21, quando il San Nicola riapre per Bari-Casarano: la squadra rifatta quasi per intero dovrà cominciare a rispondere sul campo alle domande che il mercato ha lasciato aperte.

Fonte: PianetaBari

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