Mogoš: "Sono venuto a piedi, un tempo ero un cavallo pazzo"
Il terzino romeno racconta a Radio Selene il giorno della chiamata e la ricerca della condizione migliore, disponibile in qualsiasi ruolo la difesa di Rastelli gli chieda.

"Quando mi ha chiamato il direttore, sono venuto qui a piedi". Vasile Mogoš sceglie un'immagine fisica, quasi letterale, per raccontare a Radio Selene il giorno in cui è diventato un giocatore del Bari. Classe '92, terzino romeno, il numero 6 della rosa di Rastelli spiega la scelta con una frase che pesa più di tanti comunicati: "Da Bari sono passati tantissimi giocatori e mi sono sempre detto che mi sarebbe piaciuto vestire questa maglia".
Non è un dettaglio da poco che Mogoš parli di condizione fisica: "Pensavo di star peggio, non giocavo una partita ufficiale dal 25 maggio". Un digiuno lungo, che lui stesso ammette di sentire meno del previsto: "Credo di ritrovare la miglior forma giocando, il minutaggio aiuta, poi qui ho trovato un grande staff". Parole che arrivano nella settimana in cui il Bari prepara la terza giornata contro il Casarano, sabato al San Nicola, con la squadra che deve ancora trovare equilibri difensivi dopo il cambio modulo imposto nel derby di Barletta dagli infortuni di Butić e Burgio.
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Sulla sua identità in campo, Mogoš è netto: "Qualche anno fa ero un cavallo pazzo, mi piaceva attaccare la porta. L'anno scorso ho giocato invece da terzino o da difensore centrale, sono a disposizione a prescindere dal ruolo". Una flessibilità che il Bari, con Vicari reduce da un problema fisico e Cocetta esordiente a sorpresa nel derby, può avere bisogno di sfruttare lungo tutta la stagione.
C'è poi un passaggio che va oltre il campo: "Ovviamente so cosa succede fuori, nello spogliatoio ci si parla". Mogoš non entra nel merito — le vicende societarie, dal bilancio all'udienza sul fallimento, restano fuori dalle sue parole — ma la frase certifica che il gruppo è consapevole del clima attorno alla squadra, e sceglie comunque di parlarne in pubblico. "Giocare o non giocare non conta, conta quello che rappresentiamo", aggiunge, in un momento in cui la piazza ha ben poco da festeggiare: undicesimi con 3 punti dopo due giornate, reduci dalla sconfitta nel derby col Barletta.
Chiude con un appello diretto, che suona quasi come una richiesta di aiuto reciproco: "Sta a noi riportare tutti con entusiasmo allo stadio". Un San Nicola che ai sedicesimi di Coppa Italia contro il Picerno ha registrato appena 1.909 spettatori, sotto il 4% della capienza. Sabato alle 21, contro il Casarano, si vedrà se le parole di Mogoš trovano corrispondenza sugli spalti.
Fonte: TuttoC




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